|

|
Salice Terme è un’isola verde, un’isola felice. Un’oasi dell’Oltrepò Pavese, ai primi contrafforti dell’Appennino, nel cuore della confluenza di 4 Regioni (Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia) che la vedono al centro del "Triangolo industriale" Milano-Genova-Torino: da queste città può essere raggiunta in meno di un’ora, grazie ai comodi collegamenti ferroviari ed autostradali. Dista da Voghera soltanto 10 chilometri. Trentacinque da Pavia. E’ proprio qui che il Torrente Staffora apre, dolcemente, la sua vallata ed assicura al microclima secco e temperato di Salice (corrispondente a quello di una località posta a 800 metri di altitudine) quella piacevole ventilazione che ne costituisce la caratteristica principale; la stagione estiva gode di una temperatura media di 20 gradi centigradi, con una quantità annuale di pioggia che è, mediamente, di 700 mm.. Sulla riva sinistra del torrente, nella cornice verde di un parco secolare di 150.000 mq. di tigli, platani, aceri, querce, olmi, pini, prati verdi e tanti fiori, si apre "il fiore della salute": le famose Terme di Salice.
CONTINUA
E SCOPRI SALICE TERME >> |
 |
 |
ABBAZIA
DI SANT'ALBERTO DI BUTRIO
L'eremo di Sant'Alberto sorge fra i primi rilievi dell'Appennino oltrepadano a 687 metri di altezza, isolato in una chiostra di monti, tra verdi pascoli. La costruzione venne iniziata dallo stesso Sant'Alberto nel 1035; dopo la sua morte nel 1073 si succedettero ampliamenti e rifacimenti, che portarono l'eremo intatto e completamente ristrutturato sino ai giorni nostri.
La grande quercia antica, la torre poderosa, sembrano ammonire al silenzio, quasi sentinelle alle soglie di un mondo senza tempo. Già quei pochi chilometri di strada sinuosa dal fondo della Val di Nizza, tra i primi rilievi dell'Oltrepò Pavese, in provincia di Pavia, sono itinerario a ritroso nel passato, attraverso boschi di carpini e castagni che il sole penetra a stento; e soltanto nell'ultimo tratto una radura rivela all'improvviso, incastonati nel verde, i tetti chiari di coppi dell'eremo di Sant'Alberto di Butrio.
|
|